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Casella di testo: La banda delle ville condannata a 17 anni
Da La Provincia Pavese - 3 febbraio 2012 Sezione Cronaca
Coltello alla gola di parroco e perpetua, sequestrati e minacciati di morte. C’è anche il raid nella canonica di Olevano, fra le cinque rapine e un furto in abitazione contestati ai tre uomini condannati complessivamente a 17 anni e sei mesi di carcere: 7 anni e sei mesi per Marjian Bzhetaj, 30 anni, sei anni a Renato Lukani, 23 anni, albanesi –difesi dagli avvocati Santopietro e De Felice – e 4 anni a Williams Gipponi Coltro, 29 anni, il basista italiano della banda, residente a Mortara, difeso dall’avvocato Fellegara. La sentenza è stata emessa ieri dal tribunale di Vigevano. Insieme ad altri complici (già processati) formavano la banda di albanesi e romeni - lavoravano con “batterie” formate da due a cinque persone - accusata di una serie di colpi messi a segno fra l’11 gennaio e il 1 febbraio 2010 in Lomellina, e altri colpi nel Tortonese e nel Pavese. In Lomellina, aveva inaugurato la serie il raid nella canonica di Olevano, da cui i banditi se n’erano andati con 1.200 euro, un computer e un cellulare, dopo aver minacciato con un coltello don Teresio Cigala, allora 65enne, e la 61enne perpetua. Il 14 gennaio a Tromello, il nella villa di un imprenditore non si era trasformato da furto in rapina, perché il padrone di casa quella notte non era rientrato. Bottino: una motosega, cornici, dieci bottiglie di whisky, un tosaerba, vari attrezzi, perfino un piumone e un copriletto. A Nicorvo, il 22 gennaio 2010, avevano sfondato la porta di un appartamento, prendendo a calci il padrone di casa disabile – legato poi mani e piedi, e minacciato con un coltello – avevano preso 150 euro, un televisore, un lettore Dvd, un playstation, e cellulare e due zaini. A Mortara, il 26 gennaio 2010 due pensionati, marito e moglie, erano stati minacciati con un manganello e rinchiusi in un camera da letto dai banditi, poi fuggiti con gioielli per 200mila euro. A Cilavegna (a questa rapina non ha partecipato nessuno dei tre condannati ieri), il 29 gennaio 2010 una 60enne era stata minacciata in casa da cinque banditi con la faccia coperta dai passamontagna. Il bottino della rapina era stato di 200 euro, telefonini, un computer, un macchina fotografica, perfino la fede nuziale della donna e del defunto marito. Il primo febbraio 2010, a Mortara, la banda aveva fatto irruzione in un appartamento dove si trovavano i tre inquilini: una donna di origine romena e due immigrati dalla Turchia. Dopo averli minacciati, sempre con un piede di porco, se ne erano andati con 3mila 700 euro in contanti, gioielli e cinque telefonini.

Autostrada, finalmente è ufficiale
Da La Lomellina - 25 gennaio 2012 seziona Mortara
Chiedere è sempre lecito. Rispondere, in certi casi, non è semplicemente cortesia: è praticamente un dovere. Bene, Mortara la sua risposta l’ha ottenuta.
Dettaglio non trascurabile, è pure quella auspicata. Lo storico capoluogo lomellino avrà il suo casello, così come era stato richiesto ai progettisti che si stanno occupando della nascitura autostrada. Sorgerà in direzione di Cergnago, esattamente all’altezza delle cascine Burattina e Vascona. Nel tratto lomellino, oltre all’intersezione con l’A7 Milano-Genova a Gropello Cairoli, ci saranno uscite anche a Garlasco, Tromello e Castello d’Agogna. La buona nuova è giunta negli uffici del Comune non più tardi di lunedì mattina, quando è stato depositato il progetto definitivo della Broni-Mortara. 
Il piano prospettato da Sabrom spa, società controllata al 40 per cento dal gruppo Impregilo (tra gli altri soci anche la torinese Satap e la Minano Serravalle), ha pienamente recepito quanto l’amministrazione guidata da Roberto Robecchi aveva chiesto a gran voce. Contestualmente, è stato confermato un altro importantissimo intervento viabilistico: si tratta della riqualificazione della strada provinciale che conduce a Olevano, con tanto di rotonda sull’ex statale 494. “In linea di massima - afferma il primo cittadino mortarese - ci possiamo ritenere soddisfatti. Al momento il progetto è all’esame del nostro ufficio tecnico, che ne valuterà attentamente le caratteristiche. Successivamente, se non emergeranno elementi critici tali da compromettere un giudizio favorevole, recepiremo il documento con un’apposita delibera di giunta”. 
Parole caute, ma che lasciano ampiamente affiorare un sorriso a 32 denti. Le “preghiere” della giunta non sono state vane. L’obiettivo di un casello nel territorio mortarese era stato manifestato parecchio tempo addietro, in reazione all’iniziale programma di una sola uscita nei pressi della città, vale a dire quella di Castello d’Agogna (l’ultima prima del tratto piemontese per Stroppiana). In realtà, già nell’ottobre scorso la Regione Lombardia aveva chiesto alcune modifiche al Piano di Governo del Territorio, segnatamente in previsione della realizzazione dell’infrastruttura. Queste riguardavano un’area di rispetto per lo svincolo autostradale, che già era stato indicato sulla strada per Cergnago. Il progetto definitivo, dunque, non ha fatto altro che formalizzare gli indirizzi manifestati qualche mese fa dall’ente regionale presieduto da Roberto Formigoni. Stesso discorso per l’allargamento della sede stradale nel tratto diretto a Olevano, “un intervento - riprende Robecchi - che avevamo richiesto congiuntamente al Comune limitrofo, in piena sintonia con il sindaco Luca Mondin. Quest’opera sarà realizzata della società che ha in carico la costruzione della Broni-Mortara a titolo di compensazione”. A livello tecnico-burocratico ora si procederà al parere di valutazione di impatto ambientale. Il progetto è stato depositato da Infrastrutture Lombarde presso i ministeri dell’Ambiente, dei Beni Culturali e della Difesa, la Regione Lombardia, la Provincia di Pavia, le amministrazioni comunali interessate dall’intervento e tutti gli altri soggetti titolati a esprimersi in merito. L’iter ormai è a buon punto: non resta che attendere il passaggio dalla burocrazia alla pratica, con l’avvio dei cantieri che dovranno esaurirsi prima dell’Expo 2015. 

Energia “verde”, attivato l’impianto di Terna
Da La Provincia Pavese  - 12 gennaio 2012 sezione: Vigevano
Energia elettrica da fonti rinnovabili a Olevano: un impianto attivato e una serata di approfondimento. La ditta Terna ha messo in funzione la nuova stazione elettrica a 132 kV, realizzata con un investimento complessivo di 3,8 milioni di euro su una superficie di 12mila metri quadrati, di cui circa 5mila destinati a verde. La stazione elettrica, completata in poco più di un anno di lavori, serve a connettere alla rete elettrica nazionale la centrale a biomasse di BiOlevano, società controllata dalla Maire Tecnimont (gruppo Fiat), della potenza massima di 22,3 megawatt. Sia la stazione elettrica sia la centrale a biomasse, che utilizza come combustibile legname ricavato dai pioppeti della zona evitando di immettere in atmosfera 60mila tonnellate annue di anidride carbonica, sono state autorizzate dalla Provincia. Ma l’impianto di Terna è predisposto per raccogliere e immettere in rete anche l’energia verde che sarà prodotta dalla centrale della potenza di 18,5 megawatt, anch’essa a biomasse, di Energia Rinnovabile Olevano. E domani, alle 21, il Comune, in collaborazione con la società Alter Eco di Arese, organizza la serata «Impianti solari fotovoltaici: una realtà alla portata di tutti»: alla sala polifunzionale di piazza della Libertà. (u.d.a.) 

Abiti rubati all’Iper, denunciato olevanese
Da La Provincia Pavese - 3 gennaio 2012 Sezione Cronaca
Furto e ricettazione: non solo andava a rubare all’Iper di Montebello e nei negozi della galleria commerciale, ma conservava anche nella sua auto le prove dei suoi misfatti. Finchè la polizia del commissariato di Voghera gli ha presentato il conto. T.A. un uomo di 35 anni che abita a Olevano, in Lomellina, è stato denunciato dalla squadra volante del commissariato per furto aggravato e ricettazione. Il 31 dicembre T.A. si reca all’Iper, prende un cestino e comincia a riempirlo di merce come un normale cliente. Non è la prima volta che lo fa: è stato all’Iper anche nei giorni precedenti. E infatti i sorveglianti lo avevano già notato per il suo atteggiamento sospetto. L’altro pomeriggio, alle 16, quando lo vedono entrare uno dei vigilantes si mette perciò alle sue calcagna. T.A. prende vari capi di abbigliamento, altri oggetti e poi va ai camerini di prova. Ne esce poco dopo senza cestino e si avvia all’uscita senza acquisti. Il sistema antitaccheggio non suona: segno che T.A. ha staccato le placche. Il personale chiama il 113 e poi accompagna il 35enne negli uffici. La polizia lo perquisisce. Sotto il giubbotto ha indossato magliette, nelle tasche ha due videogiochi e calze da bambino (probabilmente da portare al figlio). Sotto la camicia ha anche una confezione di salmone: il tutto per un valore di 200 euro. La polizia, però, va fino in fondo e scopre che T.A. è giunto a Montebello con un’auto. A bordo della macchina ci sono altri capi di abbigliamento nuovi ma con i danneggiamenti tipici provocati quando si stacca la placca antifurto senza lo strumento adatto. I capi di abbigliamento hanno l’etichetta di Zara e di H&M, due negozi della galleria. Scatta quindi anche la denuncia per ricettazione, più grave del furto. (p.fiz.)

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