Meleniano e Rivalta

L'accenno a Rivalta ci reintroduce in fatti storici che interessano Olevano: ai confini del territorio olevanese esistevano anticamente due piccoli comuni che il Pezza dice di origine romana, Meleniano e Rivalta.
Meleniano corrispondeva all'attuale cascina Melegnana, e scomparve nel secolo XIII o XIV1. Nel 1892, come ci riferisce il Pezza2, furono scoperte a poche decine di metri dall'attuale cascina, in regione Vigne, tombe a cremazione con spade di ferro, ago crinale di bronzo e sigillato, vasi gallici, scudo e cuspidi di ferro; altre 15 tombe alla cappuccina a tegoloni con fittili vari e monete di bronzo fra cui un Galliano Aug. Prudenti Pacifico ed un Claudio II Gotico (sec. III) furono portate alla luce a 200 m dalla Melegnana in regione "dosso di Francia", presso la strada detta
dei muli (probabilmente un tratto dell'antica strada romana levata che correva su di un terrapieno sopraelevato rispetto al terreno circostante). Da Meleniano pare, infatti, passasse l'importante Via Francisca detta della Lomellina3, che dalla Francia, attraverso il Sempione, portava a Genova sul percorso Mortara, Meleniano, Tortona. Fino al secolo XVIII questa via, di cui si servivano anche i pellegrini che si recavano a Roma, portò beneficio ai centri situati sul suo percorso, ove sorsero anche chiese votive ed ospedali. In questa nostra località di Meleniano esistevano, fino a pochi anni fa, i resti dell'antica chiesa dedicata a Santa Maria. Di essa pare che esistano memorie del 1140 quando aveva già annesso un ospedale per pellegrini, e del 1177. Se la data riportata da Padre Pianzola4 è esatta, verso il 1137 un tale Olderico, "qui stabat ad ecclesiam Sancte Marie de Meregnano que est inter Mortarium et Oleuanum" (il quale abitava presso la chiesa di Santa Maria di Meleniano, che si trova tra Mortara e Olevano), volendo edificare una casa a Barze per sua dimora, si era recato in questo borgo di Mortara per chiedere aiuto e consiglio agli abitanti; avendo avuto quaranta persone e carri carichi di legname, su terreno di proprietà dei fratelli mortaresi Milone ed Umberto Aquestre, poté edificare una chiesa... La notizia non è molto chiara; comunque la chiesa di Santa Maria di Meleniano era già in decadenza nel 1300 circa. Qui possedevano le suore di Sant'Agata di Pavia nel 1187. La chiesa fu atterrata verso il 1500 come è confermato in un inventario dei beni della chiesa stessa, conservato nell'archivio parrocchiale di Olevano e datato 10 dicembre 1595. Don Luigi Biscaldi5 ci tramanda un curioso episodio storico riguardante la chiesa e soprattutto riguardo l'effigie della Madonna che vi si trovava. Racconta il sacerdote che, secondo la tradizione popolare, il dipinto della Madonna esistente nella chiesa campestre di Santo Stefano di Cergnago "anticamente si trovava sui confini dei territori di Cergnago e di Olevano (secondo il Pezza a Melegnano) ... i pellegrini accorrevano a pregare ed ivi ricevevano molte grazie; allora (probabilmente quando fu abbattuta la millenaria chiesa) si pensò di trasportare l'immagine miracolosa in qualche chiesa. Ma tra le comunità di Olevano e Cergnago sorsero controversie per il diritto di possedere l'immagine: per porre termine ad ogni questione si convenne che l'immagine, posta su di un carro trainato da due giovenche non dome, sarebbe appartenuta a quel comune verso cui si fossero indirizzate le due giovenche". La fortuna arrise a Cergnago, dove si diressero le due giovenche, fermandosi "dinanzi alla chiesa di Santo Stefano, che allora mutò il suo nome in Madonna di Santo Stefano". Don Biscaldi, cercando conferme storiche per questa tradizione popolare, fa notare che "il muro sopra il quale è dipinta l'immagine della Beata Vergine è molto irregolare" e "apparisce in modo evidente diverso da tutta la muraglia circostante, quasi un quadro incastonato in un muro nuovo". Inoltre l'altare della chiesa di Santo Stefano era, secondo documenti, patronato della famiglia Olevano, che anticamente possedeva le terre della Melegnana.
La chiesa di Meleniano venne ricostruita a forma di casa con tavolato alla fine del secolo XVIII. Infatti nel 1795 il vescovo di Pavia concedeva la costruzione di un
"pubblico oratorio campestre in sito appellato la Malignana in loci Olevani". Meleniano potrebbe essere la patria della Beata Ippolita, suora dell'ordine delle clarisse di Mortara, morta come santa nel 1530 (il 18 luglio 1529, secondo padre Pianzola6).
Ricordi del 1256 e del 1259 7 ci confermano l'esistenza del piccolo comune e parrocchia di Rivalta, distante da Olevano 800 m, contro la sponda sinistra dell'Agogna, in località Mortizza (dove nel 1903, come già ricordato, furono rinvenute tombe gallo-romane). Nelle
Rationes decimarum8 degli anni 1322 e 1323 la chiesa parrocchiale del piccolo centro risulta dedicata a Sant'Eusuperio.
Rivalta scomparve nel sec. XIV, travolta da una piena dell'Agogna. Altre notizie ci confermano che quando Olevano divenne parrocchia (quindi prima del sec. XIV), il sacerdote prese il nome di curato, estendendo la cura delle anime alle antiche parrocchie, di Rivalta e di Meleniano, assorbite dal maggiore sviluppo demografico di Olevano.

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1 P. BOSELLI: Toponomastica Pavese
"Melegnana, cascina di Olevano di Lomellina, già Meleniano e Malignana; probabilmente da maligno (lombardo malègn, malìgn) con riferimento alla qualità del terreno".

2 FRANCESCO PEZZA
Romanità e attualità sulla Sempione-Genova per Novara-Mortara-Tortona

Novara, STEC, 1949

3 Nelle Consignationes novaresi, anno 1347, la via Lomellina figura quasi sempre tra le coerenze del villaggio di Melegnano

4 F. Pianzola: La diocesi di Vigevano

5 LUIGI BISCALDI (sacerdote, cappellano di Cergnago)
Cergnago, memorie storiche
Mortara, Tipografia Botto Paolo, 1913

6 FRANCESCO PIANZOLA
Santi, Beati e Venerabili in Lomellina
Mortara, Tipografia Cortellezzi, 1910

7 I già citati Registri delle Biade 1256/59 e i Documenti pavesi sull'estimo del sec. XIII del 1250.

8 ROMANO BERGAMO
Storia dei Comuni, Frazioni e Parrocchie della Lomellina
Pavia, EMI, 1995

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