La chiesa di San Salvatore

Nel 1420 il nobile Antonio de' Olevano, creato governatore di Alessandria da Filippo Maria Visconti, fece ricostruire il castello. In tale occasione esso fu munito di fosse e dotato di due chiese incorporate, una dedicata a San Giovanni e l'altra a San Salvatore. La chiesa di San Salvatore fu forse distrutta nel 1444 e subito ricostruita. Alla chiesa era annesso, per la sua manutenzione, un beneficio derivante da un mulino lasciato dal Marchese Giacomo de' Olevano nel 14501. In una visita pastorale del 1460 l'inviato del vescovo di Pavia, Amicus de' Fossulanis, incontra il cappellano di San Salvatore Augustinus de' Sinziis. Trova la chiesa sporca e disadorna ed ordina al religioso, pena una multa di dieci florenorum, di far ricavare sull'altare un tabernacolo, poiché la chiesa ne risulta sprovvista2. L'attuale chiesa di San Salvatore fu riattata dal marchese Gerolamo de' Olevano nel 1718 e da Baldassarre de' Olevano, pochi anni prima che il castello fosse trasformato e ridotto ad abitazione dal marchese Gerolamo III de' Olevano. Di San Salvatore esiste un ricordo del 1460 tratto da una visita pastorale: il suo cappellano, Agostino de Pensis, celebrava anche nella chiesa maggiore, cioè in San Michele Arcangelo, la quale, in quel tempo, si trovava in grave stato di decadenza. San Salvatore formava una cappellanìa, o meglio un titolo della chiesa collegiata di Sant'Alessandro Carosio il cui parroco, già nel secolo XIV, portava il titolo di Arciprete e possedeva due chiese. Cappellanìa deriva da cappella, la quale era in origine l'oratorio dei re Merovingi di Francia, dove si conservava una reliquia della cappa di San Martino di Tours. Il termine cappellanìa fu poi riferito ad un ente ecclesiastico, costituito per volontà di un fedele, mediante donazione o testamento, per un fine di culto. Cappellano è genericamente un sacerdote cui è affidata l'officiatura di una cappella o di un Oratorio, senza cura d'anime, se non nei riguardi di gruppi di determinate persone (una corte, una famiglia, una comunità).

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1 F. Pezza: Il San Lorenzo...

F. Pianzola: La diocesi di Vigevano

2 XENIO TOSCANI
Aspetti di vita religiosa a Pavia nel sec. XV
Milano, Giuffre, 1969

"Die XXVIII Septembris in loco Olevani. Visitacio facta ut supra ad ecclesiam Sancti Salvatoris ad quam reperuit presb. Augustinum de Sinziis capellanus, que est iurls patronatus nobiliuum, colatio spectat Episcopo, que est sine cura et habet reditus florenorum XL, quam ecclesiam reperit sine hostiis clausuris ac protinus inornatam et immondam.
    Interrogatus cuius redditus est capella ipsa respondit quod habet reditus florenorum L. Preceptum factum suprascripto capellano ut sub pena florenorum decem fabricari faciat hostia infra mensem.
    Interrogatus si sunt alie ecclesie et qui exercet curam animarun respondit quod adest alia ecclesia Sancti Michaelis que dicitur quod curata est et habet bonos redditus, tamen presbiter qui illam tenet non facit
residentiam."
Olevano, 28 settembre (1460). Ho visitato secondo la consuetudine la chiesa di San Salvatore dove ho incontrato il sacerdote Agostino de Sinzi cappellano, che è di patronanto nobiliare, le nomine del cappellano e del commendatario spettano al Vescovo, non ha curato ed ha un reddito di 40 fiorini; osservai che questa chiesa era disadorna e sporca e senza tabernacolo. Interrogato circa i redditi della cappella (il cappellano) rispose che aveva un reddito di 50 fiorini. Raccomandai al cappellano, pena una multa di 10 fiorini, di far costruire un tabernacolo nell'altare. Interrogato se vi fosse un'altra chiesa e chi ne fosse il curato rispose che c'era un'altra chiesa dedicata a San Michele che si dice essere officiata da un curato ed avere buoni redditi, ma il sacerdote che ne è titolare non è residente.

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